COMETE
Quando il sistema solare cominciò a formarsi, circa 5 miliardi di anni fa, i gas residui della nebuosa che aveva dato origine al sole, cominciarono ad addensarsi e raffreddarsi e, per effetto della forza di gravità e della contrazione della nube, cominciarono a ruotare attorno alla stella che si era formata da poco:.
La nube residua, ruotando e allontanandosi dal sole, cominciò a raffreddarsi e a formare goccioline di materia, che a loro volta si aggregarono insieme in varie ragioni dello spazio attorno al sole: fu così che nacquero i pianeti.
Le aggregazioni più minute furono spazzate via dal "vento solare" e confinate in regioni molto lontane, ed ecco che lo spazio, oltre Plutone, si riempì di piccole masse di materiale leggero e friabile, a base di silicati di calcio e di altri metalli leggeri, formando tutto attorno al sole una grande nube sferica.
Fu questa teoria, ideata da Jan Oort che, qualche decina di anni fa, prese piede e si rivelò abbastanza esatta per spiegare l'origine delle comete.
Il guscio della nube di materia residua e ghiacciata, si trova in una regione dello spazio ra 50.000 e 150.000 U.A. dal sole (1 u.a. = 150 milioni di km).
Perturbazioni gravitazionali che avvengono in queste lontane regioni, inducono queste masse a cambiare orbita e a infiltrarsi all'interno del sistema solare fino a passare velocemente nelel vicinanze del sole per poi disperdersi nuovamente nello spazio o, se disturbate dall'attrazione gravitazionale dei pianeti, a cambiare la loro orbita e assumerne una a più stretto raggio ...diventando così "comete periodiche".
Quando questi piccoli corpi passano nelle vicinanze del sole, tendono ad evaporare, liberando polveri e gas ionizzati che, illuminati dal sole, si rendono visibili come una lunghissima coda (a volte lunga più di 500 milioni di Km (come è stato per la cometa Hiyakutake).
Sebbene ad occhio nudo se ne vedano poche, le comete sono fenomeni piuttosto frequenti, e oggi se ne contano più di 50 scoperte ogni anno.
Basta un po' di pazienza nel consultare gli almanacchi e un telescopio di almeno 100 mm di diametro, e per vederne almeno una decina ogni anno.
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