inquinamento luminoso light pollution cielo stellato morente illuminotecnica illuminazione luce e ambiente aamt carlo rossi italy rome lazio civitavecchia MAGNITUDINE 6 il cielo stellato muore: le azioni, le cause, gli attacchi - le risposte, le tesi del mondo astronomico; scrivi a astrosindinqlum@libero.it e vedrai pubblicato il tuo pezzo MAGNITUDINE 6 Questa rubrica è uno strumento critico ed informativo sulle varie posizioni riguardo all'inquianmento luminso; scrivi a astrosindinqlum@libero.it e vedrai pubblicato il tuo pezzo. 1) Dove va il progettista illuminotecnico? - Ancora prese di posizione sulla figura dell'illuminotecnico e sul progetto illuminotecnico riguardo le gare d'appalto e i progetti illuminotecnici: si legga il pezzo "La cultura della luce un sasso nello stagno" apparso su Luce n. 2004 a cura di Alberto Zipoli e Mauro Galli. Siamo costretti a riprendere il discorso interrotto a Genanio 2004: siamo d'accordo che il progetto illuminotecnico ed elettrico (aggiungiamo noi) debba essere preso in seria considerazione e non lasciato all'ultimo con pochi spiccioli, ma come detto più volte non siamo d'accordo se tutto il discorso che da anni è stato imbastito, ora anche con commissioni di studio vuole arrivare ad una classe elitaria di progettisti illuminotecnici e far fuori tutti gli altri. La legge è chiara gli iscritti agli ordini professionali possono progettare impianti di illuminazione se ciò è previsto, non esistono e non dovranno ami esistere sottosezioni, ognuno risponde del proprio operato. Fra l'altro, gli autori non conoscono la preparazione di un ingegnere elettrico in quanto secondo loro è tutto preso con gli assorbimenti, sezione dei conduttori e logiche d'impianto (non ci siamo neanche con i termini tecnici figuriamoci sulle potenzialità............). Siamo d'accordo tecnicamente con quanto affermato dalla rivista Luce dell'AIDI n.1/2004 "Visibilità del progettista illuminotecnico" in merito alla situazione dei progettisti illuminotecnici, ma nel contempo dobbiamo notare che: - in merito alla mancata consultazione da parte del legislatore di esperti illuminotecnici nella stesura di leggi, almeno dalla nostra esperienza ciò non ci risulta ed in secondo luogo con tale affermazione si incorre nell'errore che fra gli astrofili o astronomi non ci siano esperti della luce o ingegneri iscritto all'Albo o addirittura dei progettisti soci dell'AIDI stessa!! - siamo dubbiosi riguardo alla costituzione della commissione, è un lavoro di pochi, e temiamo che esso porti a provvedimenti corporativi; in tal senso scriveremo all'Ordine degli Ingegneri di Roma ed al Consiglio Nazionale degli Ingegneri, molto sensibili a questi argomenti, onde vigilino affinché gli iscritti all'Ordine degli ingegneri non siano penalizzati. 2) L'UNI sposa le tedi dell'AIDI e va avanti verso una nuova norma sul "'illuminotecnico", è incredibile!! - apprendiamo dalla rivista Luce n.4/2005, da un editoriale del Presidente dell'AIDI che l'UNI ha dato corso alla richiesta dell'Aidi di normare le figure professionali: i progettisti illuminotecnici!! Si vorrebbe arrivare alle "tessere professionali"!! Come già detto faremo intervenire gli Ordini professionali. 3) l'articolo di fondo della rivista LUCE 3/2005 - Registriamo nuovamente un articolo ben fatto ma con i soliti vocaboli sulla luce, sulle città, la bellezza, ecc. è il vecchio pensiero che ha portato all'agonia il cielo stellato. Quello che più ci ha dato fastidio, anche se non si fanno riferimenti diretti, è la frase "Altri, la notte, la vorrebbero Mediovale, ...........Sono, quelli, l'antiluce, che privi di talento, di poesia, di creatività,......... avrebbero fatto di tutto, pur di impedire al Bramante la costruzione..........o al Bernii il colonnato ellittico a S. Pietro.........ecc." A chi si riferisce l'autore? Non sappiamo ma chiunque siano gli altri, è certo che l'articolo non è Russelliano, cioè non si fonda sulla logica ed il raziocinio matematico del grande filosofo premio Nobel. 4) osservazioni al numero 1/2004 di “Luce” Spett. “Luce” Via Saccardo 9 20134 Milano Alla egr. attenzione del Direttore Responsabile di “Luce” e del Presidente dell’AIDI Oggetto: osservazioni al numero 1/2004 di “Luce” Egr. Direttore Responsabile, premesso che dopo circa un anno di sospensiva, ho ricevuto la rivista “Luce” organo ufficiale dell’AIDI. La sospensione dell’arrivo della rivista, nonostante il pagamento della quota abbonamento, credo sia dovuta al cambio dell’Editore ed a Vs. problemi interni, a tal proposito vorrei una spiegazione. La Posta mi ha recapitato il n.1/2004 di “Luce”, ora siamo a Maggio, quindi qualcosa continua a non funzionare. Sono l’Ing. Carlo Rossi, progettista elettrico ed illuminotecnico presso l’Ente cui lavoro e come libero professionista, iscritto all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma. Le scrivo perché leggendo la rivista sono rimasto stupefatto ed indignato. Stupefatto per: - la pubblicazione delle due lettere dell’IDA, ma soprattutto per la presa d’atto da parte della Redazione della richiesta di rettifica da parte dell’IDA. Credo che agli abbonati alla rivista sia dovuta qualche spiegazione in più delle lapidarie parole: ne prendiamo atto; - le due pagine dedicate al problema del vetro piano o curvo che sinceramente sono il classico ago nel pagliaio rispetto alla problematica dell’inquinamento luminoso, che Lei ben conosce e che il Dott. Mario Di Sora e l’IDA, tramite il suo Direttore esecutivo David Crawford, hanno centrato appieno; Indignato per: - il pezzo di Mario Bonomo “Visibilità del progettista illuminotecnica” in cui lo stesso Bonomo afferma: oppure addirittura provvedimenti di legge regolanti la materia illuminazione redatti senza il concorso di un esperto illuminotecnica – cito due esempi per quanto concerne la Lombardia: il Regolamento di Igiene e la legge sull’inquinamento luminoso. Dalla mia esperienza in materia, so benissimo che nella stesura della gran parte delle Leggi Regionali e dei Regolamenti attuativi alle stesse hanno partecipato o sono stati ascoltati in audizione anche esperti di illuminotecnica e progettisti di impianti di illuminazione; la mia indignazione è dovuta soprattutto al fatto che io stesso in quanto astrofilo, con 30 anni di ingegneria sulle spalle, ho partecipato alla stesura delle leggi o regolamenti, inoltre conosco astrofili o astronomi che ben sanno delle problematiche dell’inquinamento luminoso e di illuminotecnica, in quanto essi stessi sono progettisti. Forse Mario Bonomo ritiene che un ingegnere iscritto all’Ordine professionale, non facente parte dell’AIDI, non abbia i requisiti per dire la sua? Faccio presente a Bonomo che oltre che abbonato a Luce sono stato anche socio dell’AIDI! Mi domando su quale base Bonomo dia certe valutazioni ed avendomi coinvolto in prima persona (anche se non mi ha nominato) esigo delle spiegazioni. In merito al pezzo del Bonomo, pur condividendolo tecnicamente, a titolo precauzionale, onde prevenire eventuali incongruenze con la figura professionale dell’Ingegnere o barriere di qualsiasi tipo, provvederò ad informare gli “Ingegneri Romani”, recentemente insediatisi presso l’Ordine professionale cui sono iscritto, molto sensibili in materia, specificando che seguano con attenzione l’evolversi dei lavori della Commissione. Li pregherò di chiedere spiegazioni ed informazioni ma soprattutto di vigilare per evitare l’insorgenza di eventuali azioni che limitino l’attività degli ingegneri iscritti all’Albo o la formazione di eventuali “Corporazioni”. Informerò anche il Consiglio Direttivo dell’UAI di cui sono socio, sia per il pezzo di cui sopra sia per quanto segue, affinché l’UAI esamini il caso e prenda i provvedimenti del caso. - a pag 39 il neo Presidente dell’AIDI, Stefano Cetti, risponde all’intervistatore Ruggero Guanella, che riprende pari il pari il pensiero di Mario Bonomo, ponendo la seguente domanda: dal 1997 ad oggi dieci sono le leggi regionali emanate in tema di illuminazione, redatte non certo da esperti del settore: ritiene possibile un coinvolgimento diretto ed importante dell’AIDI anche in campo legislativo? Ci risiamo in quanto il Cannella non è informato o comunque ritiene che dei professionisti iscritti all’Ordine professionale non siano esperti. Mi domando su quale base da certe valutazioni ed esigo anche delle spiegazioni; - l’articolo di Lorenzo Fellin “Il buio oltre la luce” che afferma: Anche le, talora legittime, preoccupazioni degli astrofili sembrano enrare in crisi in questo nuovo contesto, ancorate, come sono, a schemi prevalentemente focalizzati sul solo concetto di flusso emesso nell’emisfero superiore da singoli apparecchi (un po’ come raccogliere qualche foglia in giardino mentre sta arrivando la tramontana). Anche Fellin dimostra di non riconoscere la valenza degli astrofili (gli astrofili sono preparati e trattano tutti i giorni con la luce, inoltre fra di essi ci sono laureati in fisica, progettisti illuminotecnici, ingegneri, architetti, ecc.). Inoltre, con il paragone sprezzante della foglia tende a mettere in ridicolo gli astrofili stessi. Credo che su tali argomenti sia dovuta una risposta a me ed ai lettori di “Luce”. Distinti saluti Civitavecchia 3.4.2004 Ing. Carlo Rossi 5) ATTVITA' DI LUCE E AMBIENTE - SCONTRO IDA AIDI - visita i collegamenti qui sotto 2004 - PDL NAZIONALE 697 (vetro piano vetro curvo): LUCE E AMBIENTE SCRIVE AL PRESIDENTE DELLA REGIONE LOMBARDIA 2004 - PDL NAZIONALE 697 (vetro piano vetro curvo): LUCE E AMBIENTE SCRIVE ALLA CAMERA DEI DEPUTATI 2004 - LEGGE LOMBARDIA (RACCOLTA DI FIRME CONTRO LA LEGGE): LUCE E AMBIENTE SCRIVE AL PRESIDENTE DELLA REGIONE FORMIGONI 2004 - SCONTRO IDA -  AIDI SCRIVONO M. DI SORA E D. CRAWFORD - LA RIVISTA LUCE DELL'AIDI PUBBLICA LA RETTIFICA 2004 - LETTERA DELL'IDA ALL'AIDI su gentile concessione dell'IDA 2004 - LETTERA DELL'IDA ALLA CAMERA su gentile concessione dell'IDA 2003 - LETTERA DI RETTIFICA DELL'IDA su gentile concessione dell'IDA a firma di David Crawford 2004 - legge lombardia: raccolta di firme per emendare la legge, scendono in campo i professori universitari e ricercatori