INQUINAMENTO LUMINOSO ASTRONOMIA SCOPERTA ILLUMINAZIONE PER ESTERNI LIGHT POLLUTION ILLUMINOTECNICA LEGGI REGIONALI REGOLAMENTI NORME IMPIANTI LAMPADE RIDUTTORI DI FLUSSO CARLO ROSSI AAMT LUCE E AMBIENTE LIGHT POLLUTION ITALY LAZIO ROME ROMA CIVITA LA SCOPERTA ASTRONOMICA E LA SUA COMUNICAZIONE Carlo Rossi 1. Introduzione Carlo sta osservando al suo telescopio una zona di cielo posta tra le costellazioni di Andromeda e Pegaso, quando intravede un debole oggetto nebulare mai osservato prima, controlla se quell'oggetto è riportato sul suo atlante stellare "Uranometria 2000" e con sorpresa ne nota l'assenza, allora lo riosserva ottimizzando l'ingrandimento e scopre che è una cometa. Alla sorpresa subentra la felicità e subito dopo alcune domande scorrono nella sua mente: come si comunica una scoperta astronomica ed a chi? Quanto sopra riportato è la tipica situazione in cui può venire a trovarsi un astrofilo che non conosca la procedura per comunicare una scoperta astronomica. E' inutile nasconderlo ma noi astrofili quando osserviamo il cielo nutriamo la speranza di imbatterci in qualche fenomeno sconosciuto o comunque di scoprire un nuovo oggetto astronomico, ciò è dovuto in parte sia a quel senso di mistero che si prova nell'osservare l'universo sia al fatto che una parte delle scoperte astronomiche viene fatta da astrofili. Molti effetti particolari od oggetti come: le comete, le novae, le supernovae, le stelle variabili, i pianetini, i fenomeni lunari transienti, possono sfuggire ai grandi telescopi degli osservatori astronomici e quindi diventare materia di studio per gli astrofili. Questo articolo tratta di tali oggetti (senza la pretesa di scendere nel dettaglio) e della loro scoperta. 2. Oggetti da scoprire 2.1 Le comete Le comete sono spettacolari oggetti planetari costituiti da aggregati di particelle solide, ghiaccio d'acqua e gas, che fin dai tempi più antichi hanno attratto la curiosità degli amanti del cielo. I dati sull'avvistamento delle comete sono numerosi (quelli risalenti ad epoche più antiche sono meno affidabili), qui di seguito ne è riportata una serie statistica: - dal 2135 a.c. ad oggi sono state osservate circa 2000 comete; - dal 1600 ad oggi sono state osservate circa 1000 comete ed il numero delle osservazioni è andato aumentando negli anni (grazie al miglioramento degli strumenti e delle tecniche osservative), passando dalle 2 - 3 comete alle 80/ 100 comete per decennio; - ogni anno vengono osservate circa 5 - 20 comete; - le comete sicuramente periodiche sono circa 50 (ca. 3 all'anno); - dal 1800 ad oggi sono state osservate circa 107 comete visibili ad occhio nudo; - le comete visibili ad occhio nudo hanno una frequenza abbastanza variabile, si può affermare che in cielo appare una cometa visibile ad occhio nudo ogni 1,5 - 5 anni; - la frequenza della scoperta delle nuove comete varia fra le 3 - 4 comete all'anno. Ricordiamo alcune comete scoperte da astrofili: Ikeya - Seki, Kobayashi, Tago - Sato - Kosaka; le più recenti: Arend - Roland (1957), Ikeia - Seki (1965), Tago - Sato - Kosaka (1969), Bennett (1970), Kohoytek (1974), Kobayashi - Berger - Milton (1975), West (1976), D'arrest (1976), Bradfield (1987), Hyakutake (1996). Negli ultimi anni la tecnica fotografica ha radicalmente cambiato il modo di scoprire le comete, grazie alla capacità delle pellicole fotografiche o delle camere "CCD" ("CCD" è l'acronimo dei termini inglesi "Charge copuked device" letteralmente "dispositivo a scorrimento di carica" il cui acronimo italiano è "DSC") di catturare le emissioni luminose più deboli, si sono rilevate comete fra la magnitudine 10 e 20, quindi delle scoperte sono venute da esposizioni non programmate allo scopo, magari alcune comete non sarebbero mai state scoperte perchè troppo deboli o scoperte ma con un notevole ritardo temporale. Si può affermare che negli ultimi anni circa il 50 % delle comete sono state scoperte da astrofili, gli astrofili rilevano in media 4 - 5 comete all'anno, la magnitudine alla scoperta oscilla tra 0 e 14 con punte massime attorno alle magnitudini 8 - 10; per gli astronomi professionisti tale limite oscilla fra la decima e la ventesima magnitudine con punte massime attorno alla magnitudine 15. Gli astrofili cercatori di comete usano i più svariati strumenti: i binocoli a grande apertura e basso ingrandimento (12 x 80, 20 x 100, ecc), i telescopi rifrattori e riflettori con diametro attorno ai 100 - 200 mm e solo in casi particolari si arriva ai 300 mm di apertura; i telescopi debbono essere usati a basso ingrandimento ed è bene che il campo del telescopio a tale ingrandimento non sia inferiore a 1 - 1,5 gradi. Fra gli scopritori di comete più famosi, ricordiamo: - l'astronomo Edmund Halley che identificò la cometa del 1682 con quella apparsa nel 1607 (periodo di circa 76 anni); - Bennett che nell'anno 1970 scoprì una cometa grazie al suo rifrattore da 125 mm, la sua cometa raggiunse la magnitudine - 0,5; - l'astrofilo australiano Bradfield, il più grande scopritore di comete del nostro secolo, con il suo rifrattore da 150 mm; - Hale - Bopp, nel 1996 scoprirono la cometa (figura 1; tutte le foto di quest'articolo sono dell'autore) che nel 1997 raggiunse la magnitudine -1. La metodologia di ricerca visuale delle comete richiede: - assenza di Luna; - ottima trasparenza ed assenza di turbolenza; - spazzolamento del cielo a Ovest o Nord/Ovest dopo il tramonto del Sole ed a Est o Nord/Est prima del sorgere del Sole; comunque le regioni di cielo a circa 90 gradi dal Sole debbono avere la priorità, sono da evitare il piano ed i poli della via Lattea; resta inteso che una cometa può essere scoperta anche in zone di cielo diverse da quelle sopra indicate. - lo spazzolamento deve essere continuo in modo tale da non saltare nessuna zona di cielo. 2.2 Le Novae Già i nostri avi notarono che in cielo apparivano improvvisamente delle stelle e per questo le chiamarono novae (stelle nuove). Le novae presenti nella Via Lattea sono molto numerose e possono raggiungere variazioni di luminosità pari a 10 - 13 magnitudini in un solo giorno per poi declinare lentamente. Si ritiene che le novae appartengano a sistemi doppi. Esistono delle novae la cui variazione di luminosità è stata notata più volte e per questo vengono chiamate ricorrenti, la relativa variazione di magnitudine è comunque inferiore alle novae e può raggiungere il valore 7. Altro tipo di novae sono le novae nane che mostrano variazioni di luminosità molto rapide e frequenti ma di magnitudine ridotta. Ricordiamo alcune novae osservate recentemente: Nova Sge 1977, V1500 Cyg 1975, V400 Per 1974, V1330 Cyg 1970; trale novae ricorrenti citiamo: U Sco osservata nel 1863 - 1906 - 1937 - 1979 con magnitudine minima pari a 18 e magnitudine massima pari 9, WZ Sge osservata nel 1913 - 1946 - 1978 (min.16 - mas.7), V1017 Sgr osservata nel 1901 - 1919 - 1973 (min.14 - mas.9). Le stelle novae sono alla portata degli strumenti amatoriali, quelle molto luminose possono essere individuate ad occhio nudo, le più deboli richiedono l'uso di binocoli o telescopi o lastre fotografiche; per scoprire una stella nuova bisogna essere profondi conoscitori del cielo, avere familiarità con le costellazioni e con la regione galattica, inoltre se si vuole rendere la ricerca più fruttuosa ci si può riunire in gruppi di astrofili assegnando a ciascun gruppo una zona di cielo. Alla scoperta le stelle novae hanno mediamente una magnitudine compresa fra 0 e 11 con punte attorno alla magnitudine 7 - 10, non mancano scoperte oltre la magnitudine 11 e solo raramente si scende sotto la magnitudine 0. Le stelle novae vanno cercate nella Via Lattea (figura 2), dove attorno al centro galattico la distribuzione delle novae raggiunge la massima frequenza. Oltre la magnitudine 5 è bene passare alla ricerca servendosi dei binocoli o dei telescopi o delle lastre fotografiche, mediante quest'ultimi possono esplorare sia vaste zone di cielo raggiungendo una magnitudine limite più spinta sia registrare variazioni di luminosità più contenute. 2.3 Le supernovae Indubbiamente gli oggetti astronomici più famosi e più rari da scoprire sono le supernovae Quando le stelle più massicce esauriscono il combustibile nucleare, allora cessa l'equilibrio interno fra la pressione dovuta alla combustione e la pressione dovuta alla forza di gravità, ciò porta ad una convergenza del materiale stellare verso il centro della stessa stella che esplode con una violenza inaudita, liberando una enorme quantità di energia. La variazione di luminosità può raggiungere le 20 magnitudini, con una magnitudine apparente massima compresa tra - 5 e - 10, cioè una stella visibile in pieno giorno. I dati relativi alle supernovae osservate nella nostra galassia sono piuttosto discordanti ed il loro numero è compreso tra 7 e 11. Con buona certezza si può affermare che le seguenti supernovae sono apparse nella nostra galassia: - la nebulosa del granchio (figura 3), situata nella costellazione del Toro, contraddistinta dalla sigla Messier: M1, esplosa nell'anno 1054 ed osservata dagli astronomi cinesi, raggiunse la magnitudine apparente - 6 e fu visibile in pieno giorno, oggi è di magnitudine 8 e quindi alla portata degli strumenti amatoriali; - N.Cassiopeae, esplosa nell'anno 1572, non è stata mai identificata con un oggetto emittente nello spettro visibile; N.Cassiopeae fu osservata anche dal grande astronomo Tycho Brahe; - la supernova di J. Kepler, situata nella costellazione di Ofiuco, esplosa nell'anno 1604 ed identificata solo recentemente con una debole luminosità ed una radiosorgente; - Cassiopea A è un'altra supernova esplosa circa 250 anni fa, di essa non si ha alcuna notizia storica; Moltissime altre supernovae sono state scoperte nelle galassie esterne ed una parte di queste sono appannaggio degli astrofili. Negli ultimi anni, grazie al dispositivo a scorrimento di carica, gli astrofili hanno scoperto un gran numero di supernovae prima inaccessibili ai loro strumenti (oltre la magnitudine 15). La speranza degli astrofili è che nei prossimi decenni esploda una supernova nella Via Lattea. 2.4 Le stelle variabili Le variabili sono stelle la cui luminosità varia nel tempo, esse rivestono una importanza vitale per l'astronomia e vengono studiate sia dagli astronomi professionisti che dai dilettanti, quest'ultimi possono dare un notevole contributo alla scoperta e allo studio di stelle variabili. Esiste una casistica molto vasta delle stelle variabili, qui ci limitiamo a fornire le principali tipologie: - variabili fisiche pulsanti cefeidi - tali stelle hanno una variazione dei luminosità di tipo periodico con un periodo compreso tra 1 e 70 giorni, presentano variazioni di luminosità pari a 0,1 - 2 magnitudini; - variabili fisiche pulsanti RR Lyrae - presentano un periodo minore di 1 - 1,5 giorni, si contano a migliaia e la loro curva di luce non è costante come quella delle variabili cefeidi, presentano variazioni di luminosità inferiori a 2 - 3 magnitudini; - variabili pulsanti tipo Mira - prendono il nome dalla stella Mira della costellazione della Balena; i periodi di variazione di luminosità vanno da 100 a 1000 giorni, con variazioni di magnitudine comprese tra 2,5 e 10; - variabili pulsanti RV Tauri - sono stelle di notevole luminosità e hanno un periodo compreso tra 30 e 150 giorni, le variazioni di luminosità raggiungono le 3 magnitudini; - variabili eruttive novae e supernovae - sono state trattate nei paragrafi precedenti; - variabili eruttive tipo T Tauri, UV Ceti - con variazioni di luminosità fra 1 e 6 magnitudini in tempi di pochi secondi o ore; - variabili eruttive tipo R Corona Borealis - con variazioni di luminosità comprese tra 1 e 9 magnitudini in decine di secondi; - ed ancora tipo U Geminorum, Z Camaleopardis, ecc, ecc. L'astrofilo può scoprire nuove variabili o confermare la variabilità di alcune stelle sospettate di essere variabili o stabilire il tipo di variabilità. La stima della magnitudine di una stella variabile può essere fatta ad occhio nudo, richiedendo però una esperienza pluriennale nella valutazione della luminosità; i metodi che si possono usare sono quelli di Pogson (a gradino o misto), di Hershel - Argelander o quello frazionario. Le caratteristiche delle stelle di confronto possono trovarsi sugli atlanti stellari, esistono anche atlanti dedicati allo scopo, essi stessi possono essere adoperati per la localizzazione delle stelle variabili; una particolare attenzione va prestata nel confronto di stelle di diverso colore. Il metodo fotografico è alternativo a quello visuale sia per identificare stelle sospette sia per scoprirne di nuove, inoltre permette di fotografare ampie zone di cielo, d'altronde esso è molto laborioso e costoso. Per le stelle variabili non osservabili ad occhio nudo, si richiede l'uso di un binocolo o di un telescopio, mediante questi strumenti è possibile registrare variazioni di luminosità pari a circa 1/10 di magnitudine. Sono poco consigliati i telescopi a grande apertura (troppo luminosi) e campi di osservazione ristretti, è bene usare oculari con una buona definizione dell'immagine ai bordi del campo, questo permette la comparazione delle luminosità; per ultimo è consigliata una buona montatura equatoriale. Le stelle più luminose si possono osservare ad occhio nudo, mentre per le magnitudini fra 4 e 7 c'è bisogno dei binocoli e dei piccoli rifrattori, oltre la magnitudine 7 bisogna usare binocoli a grande apertura o rifrattori/ riflettori con diametri dell'obbiettivo almeno pari a 100/200 mm. I fotometri fotoelettrici permettono una stima più precisa. 2.5 I pianetini I pianetini sono corpi rocciosi che orbitano in gran parte fra Marte e Giove; essi destano particolare interesse perché potrebbero essere gli unici oggetti celesti del sistema solare allo stato primordiale. Ad oggi sono stati scoperti circa 30.000. pianetini; quelli con dimensioni maggiori sono: - Cerere con un diametro di 1025 Km; - Pallade con un diametro di 583 Km; - Vesta con un diametro di 555 km; Qualche anno fa, la scoperta di un pianetino a cura di un astrofilo era alquanto improbabile, comunque oggi grazie agli strumenti degli osservatori amatoriali che in alcuni casi raggiungono anche gli 800 mm di diametro ed ai dispositivi a scorrimento di carica, lo scenario è completamente cambiato. I metodi per scoprire i pianetini sono: - il confronto di 2 lastre fotografiche; - lo scatto di 2 pose sulla stessa lastra fotografica, avendo cura di separarle con un leggero movimento in declinazione, nel confronto tutte le stelle appariranno perferramente distanziate ma così non sarà per l'eventuale pianetino dotato di moto proprio, esso apparirà " doppio " e con diversa inclinazione rispetto alle stelle; - lo scatto di una fotografia con esposizione dell'ordine dell'ora, in questo caso se c'è il pianetino esso lascerà una traccia sulla lastra fotografica; - la ricerca tramite il "DSC"; in questo caso, dato il piccolo campo osservativo, si possono riprendere più zone di cielo contigue per poi farne un mosaico. Con questo metodo, alcune associazioni di astrofili italiani hanno scoperto decine e decine di pianetini. 2.6 Fenomeni lunari transienti La Luna (figura 4) è l'oggetto celeste più studiato e quindi meglio conosciuto, essa ruota attorno alla Terra con un periodo siderale (periodo impiegato per ritornare nella stessa posizione con riferimento alle stelle fisse) di 27 giorni, sette ore, 43 minuti ed un periodo sinodico (periodo impiegato per ritornare alla stessa fase) di 29 giorni 12 ore 44 minuti; il suo diametro è di 3.476.Km (circa 32 primi). Lo studio dei "cambiamenti lunari" richiede telescopi di grande diametro e tempi di osservazione molto lunghi (mesi o anni), in particolare vanno seguiti i cambiamenti di albedo ed i fenomeni lunari transienti. Ad oggi ci sono molti indizi a testimonianza di cambiamenti presunti della forma della superficie lunare (cratere Linnè), mentre sono stati individuati cambiamenti di albedo regolari o rapidi (variazioni di lucentezza del cratere Aristarco, oscuramenti del cratere Plato), alcuni osservatori hanno riferito di avere osservato dei picchi di luminosità (lampi). Riguardo ai fenomeni lunari transienti, consistenti in variazioni di colore di particolari zone della superficie lunare, esistono molte osservazioni che ne confermano l'esistenza, qui appresso se ne riportano alcune: - cratere Theaetetus (figura 4) - visibile nel mare Imbrium a ridosso delle montagne lunari del Caucaso; nell'anno 1902, Charboneaux, al rifrattore da 33 pollici di Meudon, vide una inconfondibile nuvola bianca vicino al cratere e 50 anni dopo, Moore, al suo riflettore da 12,5 pollici, vide una linea di luce nebbiosa attraversante l'ombra del cratere; - promontorio Agarum - visibile vicino al mare lunare Crisium verso Est; una macchia nebbiosa è stata più volte osservata sul promontorio, specialmente quando il terminatore transita sul mare Crisium con il Sole sorgente; - cratere Alphonsus (figura 5)- confinante, a Sud con il grande cratere Ptolemy, nella zona centrale della Luna; il 26.10.1956, l'astronomo Alter con il riflettore da 60 pollici dell'osservatorio di monte Wilson fotografò una macchia nebbiosa sul fondo del cratere ed il 12.11.1958 l'astronomo sovietico Kozyrev con il riflettore da 50 pollici dell'osservatorio di Crimea osservò e rilevò allo spettrografo una nuvola di gas; - cratere Aristarchus (figura 4) - visibile a Nord del cratere Kepler nell'Oceanus Procellarum; il 3.12.1961, l'astronomo sovietico Kozyrev osservò una nuvola di gas luminosa che ricopriva una piccola area al centro del cratere, il gas analizzato allo spettrografo risultò essere idrogeno molecolare. Successivamente il 29.10.1963, Greenacre al rifrattore da 24 pollici di Flagstaff in Arizona vide una colorazione rosso - ariancione a Nord del cratere Herodotus (nei pressi del cratere Aristarchus) e subito dopo ne notò un'altra più piccola e più lontana a Nord, pochi minuti più tardi vide una lunge striscia di colore rosa lungo il bordo interno a Sud - Ovest del cratere Aristarchus (le variazioni di colore durarono circa 20 minuti); il 27 novembre, la strisciata di colore rosa si ripeté sul bordo interno di Aristarchus e persistette per 1 ora e 15 minuti, essa fu vista anche da Hall direttore dell'osservatorio Lowell e da parecchi altri osservatori tra cui alcuni studenti che stavano usando il riflettore da 72 pollici dell'osservatorio Perkins. La probabilità di notare un fenomeno lunare transiente è bassa se riferita agli strumenti portatili degli astrofili (diametro massimo 250 - 300 mm); le probabilità salgono adoperando strumenti amatoriali di maggior diametro in postazione fissa. Le zone da tenere sotto osservazione sono: i crateri Alphonsus, Aristarchus, Bulliandus nel mare Nubium (Webb, più di un secolo fa, osservò una grande radiazione attorno ad esso come se della materia fosse stata espulsa dal sottosuolo), Copernicus (figura 4), Gassendi nell'oceano Procellarum, Plato (figura 6), Proclus, Theophilus, Theaetetus, ed i promontori: Agarum, Laplace (figura 6, all'estrema sinistra, e figura 4) subito sopra il cratere Helicon. Sempre relativamente ai fenomeni lunari transienti, un altro lavoro interessante è la rilevazione del cambio di colore delle ombre lunari (anche qui c'è bisogno di grandi aperture), le zone sospette sono: Eudoxus, Petavius, Phocydides, Pythagoras, Stevinus, Victa, Zuchus. 3 Comunicazione della scoperta Per comunicare una scoperta astronomica, l'unione astronomica internazionale (I.A.U. , International Astronomical Union) raccomanda sia l'uso di un telegramma sia la posta elettronica, anche se ad oggi è ormai preferibile la posta elettronica; è meglio confermare la scoperta via telecopiatrice. I dati relativi alla scoperta vanno codificati secondo un tracciato predisposto dalla stessa I.A.U. Nel caso che non si volesse usare il codice I.A.U., bisognerà comunque inviare i seguenti dati all'osservatorio astronomico più vicino: a - natura dell'oggetto (cometa, stella nova, supernova, ecc.); b - posizione dell'oggetto in declinazione ed in A.R, quest'ultime possono essere ricavate mediante i cerchi di declinazione ed A.R. o meglio da un atlante stellare; c - eventuale direzione del moto; d - eventuale velocità giornaliera stimata; e - magnitudine integrata stimata; f - indicazione della eventuale esistenza di un nucleo; g - indicazione dell'eventuale esistenza di una coda, la sua direzione e la lunghezza; h - nome e indirizzo dello scopritore; i - data ed orario della scoperta; I punti "f" e "g" possono essere omessi (rimangono comunque importanti). Come detto, l'annuncio della scoperta, di cui sopra, deve essere inviato al più vicino osservatorio astronomico; nel caso di tracciato telegrafico al Central Bureau for Astronomical telegrams, presso Harward - Smithsonian Center for Astrofhysics, 60 Garden Street, Cambridge, 02138 Massachusets, U.S.A). Riportiamo, qui di seguito, in sequenza, i numeri di telefono, telecopiatrice, posta elettronica di alcuni osservatori astronomici italiani: Osservatorio astrofisico di Arcetri: 055/27251, 055/220039, nome@arcetri.astro.it Osservatorio astronomico di Bologna: 051/259401, 051/259407, username@bo.astro.it/ Osservatorio astronomico di Brera: 02/723201, 02772001600, username@brera.mi.astro.it/ Osservatorio astronomico di Cagliari: 070/725246, 070/725425, username@ca.astro.it Osservatorio astronomico di Capodimonte: 081/5575111, 081/5575562, username@astrna.na.astro.it Osservatorio astrofisico di Catania: 095/7332111, 095/330592, segreteria@alpha4.ct.astro.it Osservatorio astronomico di Collurania: username@astrte.te.stro.it Osservatorio astronomico di Roma: 06/35347056, 06/33347802, username@oarhp1.rm.astro.it Osservatorio astronomico di Padova: 049/8293411, 049/8759840, username@astrpd.pd.astro.it Osservatorio astronomico di Palermo: 091/233111, 091/233444, username@oapa.astropa.unipa.it Osservatorio astronomico di Torino: 011/4619000, 011/4619030, username@to.astro.it Osservatorio astronomico di Trieste: 040/3199111, 040/309418, username@ts.astro.it I dati relativi al Central Bureau for astronomical telegram sono: numero di telegramma 710.320.6842, numero di telefono 617.495.7244 o 744 o 7444, prefisso per gli U.S.A. 001, posta elettronica: bmarsden@cfa,harvrd.edu. (per ulteriori informazioni si può consultare la sezione: "How do I report a discovery" del sito internet: http://cfa-www.harvard.edu/cfa/ps/cbat.html). Altri indirizzi del Central Bureau for astronomical telegram sono: brian%cfaps1.span@noao.edu (indirizzo del direttore Brian G. Marsden), http://www.queen.it/web4you/noprofit/isn/isn.htm - http://www.supernovae.org/isn.htm (sito dell' International Supernovae Network). Nel caso di comunicazione alla I.A.U. sarà necessario compilare il tracciato telegrafico come indicato qui appresso, inviandolo con le stesse modalità di cui sopra. 3.1 Il tracciato telegrafico Il tracciato telegrafico è riportato riportato in figura 7 ed in esso compaiono: i riferimenti numerici (numeri tra parentesi identici a quelli riportati in questo paragrafo), il numero dei caratteri a disposizione per ciascuna voce (ogni segno "/" rappresenta un carattere), l'oggetto, i dati dell'esempio numerico del paragrafo 3.2. Qui di seguito sono riportate in dettaglio le singole voci costitutenti il telegramma ed il relativo significato (i numeri fra parentesi sono gli stessi riportati in corrispondenza delle voci di figura 7). Il tracciato telegrafico qui riportato è del tipo semplificato e quindi più adatto per l'astrofilo, quindi volutamente è stata omessa la parte relativa agli elementi orbitali ed alle effemeridi, più indicata per l'astronomo professionista. Tracciato telegrafico: - (1) cognome dello scopritore In questo spazio, senza limiti di caratteri, va riportato il cognome dello scopritore (es: BOCCI) e/o altre informazioni, tipo: anno e lettera per una cometa, nome della costellazione dove si trova una stella nova, nome della galassia per una supernova (indicando N per NGC, I per IC, M per Messier), se la supernova giace nella nostra galassia va indicato il nome della costellazione. Tutte le comete osservate in un determinato anno, ricevono un numero provvisorio composto dall'anno della scoperta e da una lettera a, b, c,..........(es. la cometa 1982d sarà la quarta cometa scoperta nell'anno 1982), successivamente la I.A.U. dà il nome definitivo alla cometa secondo l'epoca di passaggio al perielio; ad esempio la cometa 1957 VIII sarà l'ottava cometa passata al perielio nel 1957. - (2) tipo di oggetto Per identificare il tipo di oggetto scoperto vanno usati i seguenti vocaboli: - "COMET" per una cometa; - "NOVA" per una stella nova; - "SUPERNOVA" per una supernova; - "VSTR" per una stella variabile; - "OBJECT" per un oggetto; - (3) cognome dell'osservatore In questo spazio, senza limiti per il numero dei caratteri, va riportato il cognome dell'osservatore del'oggetto (es: COSTA). L'osservatore può essere lo stesso scopritore o persona diversa (ad esempio TIZIO può scoprire una cometa con un binocolo e comunicarlo a CAIO che a sua volta osserverà l'oggetto con un telescopio e ne determinerà le grandezze di interesse). - (4) anno delle effemeridi di riferimento Nei 4 caratteri a disposizione si scriverà l'anno di riferimento per le effemeridi, in genere 2000 (anno duemila) o 1950 (anno millenovecentocinquanta). - (5) Accuratezza del calcolo della posizione Nell'unico carattere a disposizione si riporteranno i numeri: "1" se la posizione dell'oggetto è approssimata; "2" se la posizione dell'oggetto è accurata; "3" se l'oggetto si muove attorno al Sole e ne sono noti gli elementi orbitali; "4" per le effemeridi; Nota: quando le effemeridi dell'oggetto seguono gli elementi orbitali non si deve riportare il numero 4 ma la parola "EPHEMERIS" e l'anno di riferimento degli elementi orbitali sarà lo stesso del punto (4). - (6) Cifra finale dell'anno di osservazione Nell'unico carattere a disposizione, si scriverà l'ultima cifra dell'anno della scoperta (esempio: 1972 ---->2, 1990 ---->0). - (7) Mese della scoperta Nei 2 caratteri a disposizione si riporterà il mese della scoperta in cifre (esempio: Gennaio ---->01, Novembre ---->11). - (8) Giorno della scoperta Nei 2 caratteri a disposizione si riporterà il giorno del mese in cifre (esempio: primo giorno ---->01, dodicesimo giorno ---->12). - (9) Ora di osservazione Nei 5 caratteri a disposizione si scriverà l'ora dell'osservazione in decimale di giorno di tempo universale (esempio: ore 6 ---->25///, ore 18 ---->75///, ore 18 e 30 ---->77083). - (10) Posizione approssimata in A.R. Nei 5 caratteri a disposizione si trascriverà l'ascensione retta dell'oggetto in ore, minuti, decimali di minuto (esempio: A.R. = 20h31,5' ---->20135, A.R. = 1h15' ---->0115/). Nota: se la posizione dell'oggetto in A.R. è nota con precisione, allora si possono compilare 8 caratteri suddivisi in ore - minuti - secondi - centesimi di secondo (esempio: 1h5'20,12" ---->01052012). - (11) Segno della declinazione Nell'unico carattere a disposizione si riporterà : la cifra 2 nel caso di declinazione positiva (da 0 a 90 gradi), la cifra 1 nel caso in cui la declinazione è negativa (da 0 a - 90 gradi). - (12) Posizione approssimata in declinazione Nei 4 caratteri a disposizione si scriverà la declinazione in ore - minuti (esempio:declinazione = 18 gradi e 32 minuti ---->1832). Nota: se la posizione dell'oggetto in declinazione è nota con precisione, allora si possono compilare 7 caratteri suddivisi in ore - minuti - secondi - decimi di secondo (esempio: 32 gradi 20 minuti 32,5 secondi ---->3220325). - (13) Numero fisso Nell'unico carattere a disposizione va riportato sempre il numero 0. - (14) Fattore di magnitudine Nell'unico carattere a disposizione si riporterà a seconda dei casi, uno dei seguenti numeri: - 1 se ci si riferisce alla magnitudine totale di una cometa; - 2 se ci si riferisce alla magnitudine del nucleo di una cometa; - 3 se ci si riferisce alla magnitudine visuale di un oggetto di apparenza stellare inclusi i pianetini; - 4 se ci si riferisce alla magnitudine fotografica di un oggetto di apparenza stellare inclusi i pianetini; - 5 se ci si riferisce alla magnitudine fotovisuale di un oggetto di apparenza stellare inclusi i pianetini. - (15) Magnitudine I caratteri a disposizione sono 2 e servono per trascrivere la magnitudine, se la magnitudine fosse minore di 0 (negativa) allora bisognerà sommare il numero 100 alla magnitudine (esempio: magnitudine = 12 ---->12, magnitudine = 6---->06, magnitudine = -1 ---->99, magnitudine = -2 ---->98). - (16) Apparenza dell'oggetto Nell'unico carattere a disposizione, si riporterà il numero: - 0, oggetto con apparenza stellare senza coda; - 1, apparenza dell'oggetto non ben definita (senza coda); - 4, oggetto diffuso senza condensazione centrale (senza coda); - 7, oggetto diffuso con condensazione centrale (senza coda); - 2, apparenza dell'oggetto non ben definita (lunghezza della coda inferiore ad 1 grado e mezzo); - 5, oggetto diffuso senza condensazione centrale (lunghezza della coda inferiore ad 1 grado e mezzo; - 8, oggetto diffuso con condensazione centrale (lunghezza della coda minore di 1 grado e mezzo); - 3, apparenza dell'oggetto non ben definita (lunghezza della coda maggiore di 1 grado e mezzo); - 6, oggetto diffuso senza condensazione centrale (lunghezza della coda maggiore di 1 grado e mezzo); - 9, oggetto diffuso con condensazione centrale (lunghezza della coda maggiore di 1 grado e mezzo); Nota: se l'oggetto non è una cometa, nell'unico carattere a disposizione si riporterà il decimo di magnitudine del punto (15) riguardante la magnitudine. - (17) Movimento giornaliero in A.R. Il movimento giornaliero in A.R. dell'oggetto sulla sfera celeste è definito da 5 caratteri, quest'ultimi vanno compilati interamente solo nel caso di scoperta di una cometa o di un pianetino o supernova, escludendo quindi tutti gli altri oggetti. Per le comete ed i pianetini il movimento giornaliero in A.R. sarà riportato nel seguente modo: il primo carattere è il numero 2 se il movimento è positivo (verso est), il numero 1 se il movimento è negativo (verso ovest), poi il movimento in ascensione retta si esprimerà in minuti e centesimi di minuto, ad esempio: per un movimento giornaliero verso est di 1 minuto e 12 secondi cioè 1',20 (12 secondi sono pari a 0,20 minuti o 20 centesimi di minuto), si scriverà ---> 2012/, dove 2 corrisponde al movimento positivo verso est, 01 corrisponde al movimento di 1 minuto, mentre 2/ corrisponde al movimento di 20 centesimi di minuto ( il segno " / " sostituisce lo zero finale). Per le supernovae si riporterà il segno 2 od il segno 1 rispettivamente se la supernova è situata ad Est od ad Ovest del nucleo della galassia madre, successivamente si riporterà l'ascensione retta (espressa in secondi) riferita al nucleo della galassia. Nota: il punto (17) può essere omesso se non si conoscono i dati o se i dati fossero irrilevanti. - (18) Movimento giornaliero in declinazione Il movimento giornaliero in declinazione dell'oggetto sulla sfera celeste è definito da 5 caratteri, quest'ultimi vanno compilati interamente solo nel caso di scoperta di una cometa o di un pianetino o supernova, escludendo quindi tutti gli altri oggetti. Per le comete ed i pianetini il movimento giornaliero in declinazione sarà debitamente riportato nel seguente modo: il primo carattere sarà il numero 2 se il movimento è positivo (verso Nord), il numero 1 se il movimento è negativo (verso Sud), poi il movimento in declinazione si esprimerà in gradi e minuti, ad esempio: per un movimento giornaliero verso sud di 3' si scriverà ----> 10003, dove 1 corrisponde al movimento negativo verso sud, 00 corrisponde al movimento di 0 gradi e 03 corrisponde al movimento di 3 minuti. Per le supernovae si riporterà il segno 2 od il segno 1 rispettivamente se la supernova è situata a Nord od a Sud del nucleo della galassia madre, successivamente si riporterà la declinazione (espressa in secondi) riferita al nucleo della galassia. Nota: il punto (18) può essere omesso se non si conoscono i dati o se i dati fossero irrilevanti. ** A questo punto andrebbero riportati i caratteri relativi agli elementi orbitali ed alle effemeridi, che come detto all'inizio del paragrafo 3.1 non riportiamo. - (19) Sommatoria totale Nei 5 caratteri a disposizione si scriveranno le ultime 5 cifre della sommatoria di tutti i caratteri presi a 5 a 5, compresa la data dell'equinozio e tenendo ben presente che il segno"/" va considerato come se fosse zero. - (20) Sommatoria parziale Nei 5 caratteri a disposizione si riporterà la somma dei punti che vanno da (10) a (16) presi a 5 a 5, cioè i 5 caratteri della A.R., i 5 della declinazione ed i 5 relativi alla magnitudine. - (21) Precisazioni relative all'osservazione ed al calcolo Nel caso fosse necessario andranno riportate le annotazioni e le precisazioni necessarie, in questo caso non ci sono limitazioni di caratteri. - (22) Localizzazione dell'osservatorio astronomico Il punto (22) va trascritto senza limitazioni di caratteri solo se si trasmette la posizione accurata dell'oggetto. (23) Nome del comunicatore Per esteso si riporterà il cognome di chi comunica la scoperta. 3.2 Esempio pratico di compilazione del tracciato telegrafico Qui di seguito è riportato un tracciato telegrafico di una scoperta astronomica: L'astrofilo Bocci comunica che l'astrofilo Costa ha scoperto e osservato una cometa il giorno 11 luglio dell'anno 1974 alle ore 22,30 (tempo universale), la A.R. sia 20h54,0' (anno di riferimento 1950) ed una declinazione 31 gradi e 30', magnitudine 13, oggetto diffuso senza condensazione centrale con coda di dimensioni minori di 1 grado e movimento giornaliero pari a 1,5' in A.R. e di - 2' in declinazione. Il tracciato telegrafico sarà il seguente: COSTA COMET COSTA 19501 40711 9375/ 20540 13130 01135 2015/ 10002 81068 34805 BOCCI. Il medesimo tracciato telegrafico si trova in forma tabellare in figura 7. Ing. Carlo Rossi RIF. N.caratt. OGGETTO VOCI TELEGR. ******************************************************************************************** (1) /.../ Cognome dello scopritore COSTA ******************************************************************************************** (2) /.../ Tipo di oggetto COMET ******************************************************************************************** (3) /.../ Cognome dell'osservatore COSTA ******************************************************************************************** (4) //// Anno delle effemeridi di riferimento 1950 ******************************************************************************************** (5) / Accuratezza del calcolo della posizione 1 ******************************************************************************************** (6) / Cifra finale dell'anno di osservazione 4 ******************************************************************************************** (7) // Mese della scoperta 07 ******************************************************************************************** (8) // Giorno della scoperta 11 ******************************************************************************************** (9) ///// Orario di osservazione 9375/ ******************************************************************************************** (10) ///// Posizione approssimata in A.R. 20540 ******************************************************************************************** (11) / Segno della declinazione 1 ******************************************************************************************** (12) //// Posizione approssimata in declinazione 3130 ******************************************************************************************* (13) / Numero fisso 0 ******************************************************************************************* (14) / Fattore di magnitudine 1 ******************************************************************************************* (15) // Magnitudine 13 ******************************************************************************************* (16) / Apparenza dell'oggetto 5 ******************************************************************************************* (17) ///// Movimento giornaliero in A.R. 2015/ ******************************************************************************************* (18) ///// Movimento giornaliero in declinazione 10002 ******************************************************************************************* (19) ///// Sommatoria totale 81068 ******************************************************************************************* (20) ///// Sommatoria parziale 34085 ******************************************************************************************* (21) /.../ Annotazioni sulla qualità dell'osservazione e - del calcolo ******************************************************************************************* (22) /.../ Localizzazione dell'osservatorio astronomico - ******************************************************************************************* (23) /.../ Cognome del comunicatore BOCCI ******************************************************************************************* Nota: ogni segno "/" rappresenta un carattere a disposizione, mentre il simbolo"/.../" significa che i caratteri a disposizione non hanno limite. FIG. 7 TORNA ALLA PAGINA INDICE