INQUINAMENTO LUMINOSO LEGGE TOSCANA ILLUMINAZIONE PER ESTERNI LIGHT POLLUTION ILLUMINOTECNICA LEGGI REGIONALI REGOLAMENTI NORME IMPIANTI LAMPADE RIDUTTORI DI FLUSSO CARLO ROSSI AAMT LUCE E AMBIENTE LIGHT POLLUTION ITALY LAZIO ROME ROMA CIVITA VIII - RELAZIONE SULL'INQUINAMENTO LUMINOSO RILEVATO SU CIVITAVECCHIA E ZONE LIMITROFE La presente relazione è frutto dell'intenso lavoro dell'Associazione Astrofili Monti della Tolfa nel campo dell'inquinamento luminoso. La relazione è stata a suo tempo pubblicata sia con il patrocinio della Regione Lazio sia con il Museo della Scienza e dell'Informazione Scientifica (MU.S.I.S.) di Roma.. VIII - 1 INTRODUZIONE Esiste un inquinamento quasi sconosciuto ma presente in modo massiccio sul pianeta Terra , esso è l' inquinamento luminoso provocato dalle attività umane . Una qualsiasi civiltà extraterrestre che osservasse il nostro pianeta scoprirebbe che esso è abitato semplicemente notando l' irradiazione luminosa notturna . L' effetto più immediato attribuibile all'inquinamento luminoso è l'azione di disturbo della visione notturna del cielo , tanto che nelle città più popolose sono diventati poco visibili persino i pianeti . Con un tale cielo i nostri avi non avrebbero scoperto nulla ; invece gli antichi popoli d'oriente ( Caldei , Babilonesi, Greci ) del primo millennio avanti Cristo , posero le basi dell'astronomia grazie ad un cielo limpido e contrastato , trasferendo così , nel corso dei secoli le loro conoscenze a scienziati che come Copernico , Keplero e Galileo che avvalendosene definirono le linee guida dell'astronomia moderna . La situazione migliora leggermente uscendo dai centri abitati , ciò nonostante la diffusione della luce , anche in aperta campagna , crea disturbo all'osservazione del cielo e spesso , associandosi all' inquinamento atmosferico , riduce drasticamente tale possibilità . Per questo i grandi osservatori astronomici professionali sono posti nelle poche zone buie del pianeta , come le Ande cilene o le Canarie ; addirittura un telescopio spaziale denominato " Hubble " orbita attorno alla Terra . VIII - 2 - COSA E' L' INQUINAMENTO LUMINOSO Per capirlo occorre mettere in relazione due fatti che solo apparentemente appaiono distinti : il primo è l'inquinamento atmosferico prodotto dai fumi di scarico provenienti dalle industrie , dal traffico automobilistico , dalle canne fumarie delle abitazioni ecc.; il secondo è l'uso indiscriminato degli impianti di illuminazione , prospettati e costruiti senza badare alle effettive necessità. Tra essi citiamo ad esempio l'illuminazione stradale , essa è determinante per la sicurezza , specie nelle città dove c'è molto traffico ; infatti l'automobilista vede la pavimentazione stradale sotto un angolo relativamente piccolo , rispetto all'orizzonte , e quindi se questo angolo è ristretto i rischi di collidere contro un ostacolo improvviso aumentano . Per tale motivo occorre illuminare adeguatamente il manto stradale affinché la strada risulti omogeneamente illuminata per un angolo sufficientemente esteso , che comunque eviti l' abbagliamento dell'automobilista causato da dispersione dei raggi luminosi verso il cielo . Gli esperti nel campo degli impianti di illuminazione pubblica urbana non tengono conto di questi problemi e quindi gli impianti non rispondono pienamente alle norme che dovrebbero regolare l' illuminazione pubblica . L'illuminazione privata si trova in una situazione similare anzi in alcuni casi è aberrante , citiamo ad esempio i raggi luminosi delle discoteche e dei " luna park " che raggiungono altezze di 5 - 10 Km . La conseguenza principale è la dispersione della luce verso il cielo ! La dispersione luminosa è individuata da due fattori : - l'inadeguata schermatura delle lampade - la luce riflessa dalle superfici illuminate Negli Stati Uniti si è valutato che la luce dispersa verso il cielo è dell' ordine del 20 – 30% di quella totale emessa dagli impianti, dispersione che oltre a danneggiare la possibilità dell'osservazione astronomica arreca anche una perdita economica considerevole . Fatti i conti si ricava facilmente che in Italia ogni anno sprechiamo centinaia di miliardi di lire in energia elettrica impiegata per una illuminazione pubblica e privata dannosa e poco efficiente . Ma veniamo all'inquinamento luminoso vero e proprio . La media e bassa atmosfera (da 0 a 10 Km ) è formata da molecole di azoto , ossigeno , anidride carbonica e vapore acqueo in massima parte , inoltre troviamo particelle solide e liquide in sospensione , alcune altamente inquinanti come l' acido solforico , l' acido carbonico , aerosol vari , carbone e particelle solide di pulviscolo . Parte di queste molecole assorbono la luce che ricevono , come le particelle scure , o carbonacee , quindi fungendo da filtro , assorbono la luce che proviene dalle stelle , mentre altre riflettono in tutte le direzioni la luce che ricevono dagli impianti di illuminazione pubblica , comportandosi come microspecchi . Nell'osservare il cielo , il nostro sguardo attraversa in parte questa miriade di particelle ma la luce da esse riflessa ne limita l' efficienza . Ciò vuol dire che il nostro occhio raccoglie questa luce e la somma a quella naturale dovuta alle molecole di polvere interplanetaria che si trovano nell'alta atmosfera (eccitate dalla luce proveniente dal Sole, dalla Luna e dai raggi cosmici ). La luce parassita prodotta dalla illuminazione è di gran lunga superiore a quella naturale e poichè la capacità dell'occhio umano di vedere le stelle è dovuta al contrasto tra la loro luminosità e quella dello sfondo , un aumento della luminosità del fondo cielo provoca una diminuzione del numero di stelle e altri oggetti celesti che possiamo vedere ad occhio nudo . L' U.A.I. (Unione Astrofili Italiani) e la S.A.It. (Società Astronomica Italiana) in Italia hanno affrontato questo problema riuscendo a far presentare un disegno di legge nel 1992 ma che tuttora è fermo in parlamento. L' International Dark-Sky Association ( Associazione Internazionale Cielo Scuro ), dal 1990 ha lanciato una serie di iniziative per arrestare il sempre crescente inquinamento luminoso , in Giappone , Stati Uniti , Canada, tra l'altro ricordiamo che iComuni di Frosinone e Civitavecchia sono stati fra i primi Comuni italiani ad emettere una delibera sulla limitazione dell'inquinamento luminoso in Italia . Al fine di contribuire anche noi alla risoluzione di questo problema, abbiamo rilevato dati sull'inquinamento luminoso nel comprensorio di Civitavecchia . VIII - 3 EFFETTI SULL'UOMO E SULL'AMBIENTE L'inquinamento luminoso determina molteplici effetti negativi sull'uomo e sull'ambiente . Effetto ecologico: L'illuminazione notturna sicuramente incide sugli ecosistemi poiché flora e fauna vedono modificati il loro ciclo naturale notte - giorno. Bisogna inoltre ricordare che la produzione di energia elettrica deriva principalmente per combustione di petrolio, carbone, ecc., con conseguenti emissioni inquinanti . Scientifico: Si pensi che a causa dell'inquinamento luminoso gli astronomi professionisti si sono indirizzati verso l'utilizzo di telescopi in orbita attorno alla Terra o telescopi terrestri con configurazioni ottiche variabili posti in luoghi particolari del pianeta , spesso ad alta quota e comunque il più lontano possibile dai centri abitati anche se piccoli . Il telescopio nazionale italiano che inizialmente avrebbe dovuto trovare posto in Calabria sarà ubicato alle isole Canarie con un forte aggravio di costi che peserà sulla ricerca astronomica italiana . Culturale: La cultura del cielo è ormai ridotta ad eventi particolari come il passaggio di una cometa , un'eclisse di Sole o di Luna. L'uomo ha perso il contatto diretto con il cielo, tanto che oggi la maggior parte delle persone, soprattutto se risiedono in città, non sanno individuare la stella polare . Economico: Come già detto la perdita economica è notevole, quindi bisogna razionalizzare gli impianti , così da fornire una illuminazione più efficiente. In Italia l'adozione di misure razionali nella progettazione degli impianti potrebbe farci risparmiare 350 miliardi di lire circa ogni anno ( stima U.A.I.). VIII – 4 STATO DELL'EMISSIONE LUMINOSA NEL COMPRENSORIO DI CIVITAVECCHIA PREMESSA Lo studio è stato svolto dalla nostra associazione . La zona di indagine stabilita è quella del comprensorio di Civitavecchia , in pratica un'area che si estende per circa 40 Km in linea da Tarquinia a S. Severa e per circa 20 Km in linea da Civitavecchia a Tolfa . Questa area è stata suddivisa in zone attraverso un reticolato ( escludendo le zone inaccessibili ) ed in base ad esso , sono stati scelti i siti di rilevamento . Il reticolato di Civitavecchia è tale da delimitare zone di 4 Km quadrati , per la restante porzione le zone sono di 9 Km quadrati . In tutti i siti sono stati effettuati : a) Un rilevamento visuale , compiuto da più operatori ; b) Un rilevamento delle condizioni ambientali . Vedasi cartina allegata . VIII - 5 IL RILEVAMENTO VISUALE E' stato compiuto su costellazioni di facile identificazione , osservandole fino ad un minimo di 45 ° di altezza sull'orizzonte , ovvero al passaggio del meridiano centrale del luogo . Osservando la costellazione nella zona più buia del cielo è stato possibile valutare quanto insidioso fosse l' effetto della luce diffusa . Tutte le osservazioni sono state fatte con l' ausilio di una cartina o appositamente preparata o fotocopiata da carte originali . In ogni caso abbiamo fatto riferimento alle carte del cielo degli atlanti astronomici : SKY ATLAS e URANOMETRIA 2000 . Il rilevamento consisteva nel segnare sulla cartina tutte le stelle visibili ad occhio nudo o tramite un binocolo da 50 mm di diametro . All'inizio si rilevavano le stelle più facilmente visibili , poi si procedeva di magnitudine in magnitudine segnando tutte le stelle avvistate , fino a raggiungere la magnitudine limite visuale , per quel luogo e nelle condizioni ambientali accertate . I rilevamenti sono stati effettuati una sola volta ; fanno eccezione i siti in cui i nostri soci si recano abitualmente per la fotografia celeste . Per i rilevamenti fatti nel territorio di Civitavecchia è stato preso come riferimento un posto in città . Inoltre , per tutti i siti , sono state scattate delle fotografie della zona di cielo osservata , per compararle con i dati rilevati visualmente. Vedasi schede osservative allegate . VIII - 6 LE CONDIZIONI AMBIENTALI Esse sono state importanti per definire al meglio la qualità del cielo nei vari siti. Infatti sono stati controllati : umidità relativa percentuale ; temperatura ; turbolenza ( seeing ) , nella scala da 1 a 6 ; trasparenza . Poiché lo studio si è protratto nel tempo non è stato possibile far coincidere l' esigenza di realizzare i rilevamenti nelle medesime condizioni ambientali con i periodi di osservazione sfruttabili ( ovvero quelli in assenza della Luna ). Per questo motivo i parametri come il seeing e trasparenza , sono risultati molto importanti per la comprensione delle differenze riscontrate tra i vari siti . VIII - 7 CONCLUSIONI Dai dati ricavati ( vedasi tabelle annesse ) si può affermare che : Le città e le zone ad esse immediatamente prospicienti non sono adatte sia all'osservazione visuale che fotografica , mentre sono accessibili la Luna ed alcuni pianeti. Le zone di campagna si possono suddividere in prima approssimazione in due classi : a) quella in cui la fotografia astronomica è possibile per gli oggetti più luminosi, ad esempio molti oggetti del catalogo astronomico Messier; b) quella in cui si possono raggiungere anche gli oggetti deboli, ad esempio la nebulosa Velo nella costellazione del Cigno e le galassie dell' Orsa maggiore classificate M81 e M82 . Ci sono poi delle zone ristrette di qualità superiore , ma difficilmente accessibili , ad esempio alcune zone montuose di Tolfa o zone della Farnesiana . Per una visualizzazione delle situazioni riscontrate si rimanda alla cartina annessa. PROPOSTE Al fine di salvaguardare il cielo, uno degli ultimi patrimoni culturali facilmente accessibili a tutti , la nostra associazione avanza le seguenti proposte : fare impegnare i comuni del comprensorio nel controllare che i livelli di illuminazione non aumentino indiscriminatamente ; rendere omogenea l'illuminazione urbana , extraurbana e dei complessi industriali usando lampade di un solo tipo , preferibilmente lampade al sodio a bassa pressione . imporre che i gruppi ottici dei lampioni ma soprattutto delle torri di illuminazione siano più inclinati verso il terreno ; limitare l'uso di fasci luminosi a scopo di attrazione . costellazione di riferimento : GEMELLI SITOMAGNITUDINE VISUALEDATA DEL RILEVAMENTOVALUTAZIONE ULIVETO3 - 4 04/03/94PESSIMO GE.DI.LA 4 – 5"MEDIO S. LIBORIO 4 - 5 "MEDIO V. T. TRAIANO 3 - 4 "PESSIMO V.LE GARIBALDI4 - 5 "MEDIO S. GORDIANO 4 - 5 "MEDIO VILLAGGIO DEL FANCIULLO4 - 5 " MEDIO CASALETTO ROSSO - A124 - 5 " MEDIO POGGIO MOSCIO 5 - 6 "BUONO CAMPO DELL' ORO 4 - 5 "MEDIO SANTA LUCIA 4 – 505/03/94MEDIO S. AGOSTINO5 – 6"BUONO FONTANA TETTA 4 - 5 "MEDIO MOLINARI4 – 5"MEDIO BAGNO PENALE 4 - 5 " MEDIO MONTE RICCIO5 - 6 "BUONO INGRESSO PORTO3 - 4 06/03/94PESSIMO BORGATA AURELIA 3 - 4 "PESSIMO S. PIO X 3 - 4 "PESSIMO CAPOLINARO4 - 5 04/04/94MEDIO S. MARINELLA - CENTRO -4 - 5 "MEDIO S. MARINELLA - BELVEDERE- 4 - 5 " MEDIO S. MARINELLA - SANTUARIO -5 – 6" BUONO ALLUMIERE – ZANFONE -4 – 5" MEDIO COSTELLAZIONE DI RIFERIMENTO : ERCOLE SITOMAGNITUDINE VISUALE DATA DEL RILEVAMENTOVALUTAZIONE MARANO Km 6 5 - 6 30/06/94BUONO I PRATI – BRACCIANESE -4 - 5 "MEDIO SASSO DELLA STREGA 4 – 5"MEDIO POGGIO MALINVERNO 5 - 6 06/07/94BUONO FONTANACCIA 5 - 6 " BUONO TOLFA CENTRO3 - 4 " PESSIMO S. ANTONIO4 - 5 10/07/94MEDIO COSTELLAZIONE DI RIFERIMENTO : CASSIOPEA SITOMAGNITUDINE VISUALE DATA DEL RILEVAMENTOVALUTAZIONE CAPO NORD 5 - 6 08/10/94BUONO ALLUMIERE – CENTRO -3 - 4 " PESSIMO SANTA SEVERA - CASTELLO - 4 - 5 10/10/94MEDIO SANTA SEVERA - STAZIONE -4 - 5 "MEDIO SANTA SEVERA - GROTTINI - 3 - 4 " PESSIMO RIO FIUME 4 - 5 " MEDIO SANTA SEVERA -TOLFA Km 84 - 5 " MEDIO SANTA SEVERA TOLFA Km 13,54 - 5 "MEDIO POGGIO PINESE 4 – 5"MEDIO TORNA ALLA PAGINA INDICE