RELAZIONE SULL'INQUINAMENTO LUMINOSO - MARZO 2009

 

E' trascorso un secolo di "luce", parliamo del XX secolo, secolo in cui i soli astrofili hanno posto con forza il problema dell'inquinamento luminoso, denunciando la prossima "morte" del cielo stellato.

In Italia, nazione all'avanguardia nella lotta all'inquinamento luminoso, gli astrofili sono passati da una fase di denuncia a fatti concreti facendo approvare le leggi regionali sull'illuminazione esterna (per un elenco completo delle regioni che hanno legiferato in merito si consulti il sito: http://digilander.libero.it/illuminazioneesterna/) ed i fatti hanno dimostrato che la cosidetta cultura della luce era di tutti e non solo degli addetti ai lavori.

Gli astrofili, in genere, sanno di fisica  e quindi in poco tempo sono diventati padroni di una materia come l'illuminotecnica. Anzi hanno fatto di più ponendo l'accento sugli apparecchi che disperdevano una grande quantità di luce verso il cielo stellato, apparecchi come i globi luminosi che venivano  prodotti ed installati liberamente!

Il mondo produttivo ha raccolto la sfida degli astrofili ed ha prodotto apparecchi schermati ed efficienti energeticamente ma ancora c'è molto da fare in special modo nella progettazione ed installazione, non basta solo legiferare ma bisogna esercitare il controllo e far rispettare le leggi.

Ma come al solito il pericolo è dietro l'angolo, in tutta Europa (parliamo dei centri di potere), nelle nazioni, si assiste ad un tentativo di rimettere tutto in discussione o addirittura di cancellare ciò che si è realizzato!

La lotta è impari in quanto gli astrofili non hanno risorse economiche non sono rappresentati nei centri di potere, non hanno rappresentanti nelle associazioni di categoria ecc. e non partecipano (in genere) ai lavori delle Commissioni europee e nazionali per l'emanazione di Norme tecniche.

La Commissione europea si affida a consulenti, associazioni specialistiche, comitati tecnici, ecc., e a valle dei rapporti si emanano le Direttive.

Contro questo modo di agire, tutte le componenti astronomiche e ambientali interessate alla lotta a l'inquinamento luminoso debbono protestare scrivendo alla Commissione.

Nelle nazioni dell'Unione si riuniscono commissioni, comitati tecnici per l'emanazione di Norme tecniche (che non sono leggi s'intende) con il risultato che le Norme vengono scritte da specialisti addetti ai lavori, il mondo astrofilo è escluso o meglio potrebbe partecipare ma gli esborsi economici sono notevoli.

Le leggi regionali i regolamenti attuativi hanno coperto una lacuna secolare regolamentando il mondo dell'illuminazione esterna.

Nelle commissioni regionali (in genere) c'erano astrofili, specialisti illuminotecnici o prof. universitari, aziende dell'illuminazione, l'Arpa e la regione, per cui le leggi promulgate sono frutto di lungo lavoro tecnico.

Le leggi regionali rispettano la Direttiva Comunitaria 2008/32/CE sull'efficienza energetica (quindi hanno precorso i tempi) ed il Decreto 115/2008.

Le leggi regionali hanno dato impulso al mercato ed hanno portato ad una nuova fase dell'illuminazione esterna (in corso).

Come detto i produttori hanno fatto al loro parte, hanno investito in ricerca e tecnologia; oggi si vedono sui cataloghi prodotti schermati ad alta efficienza.

Bene ha fatto il legislatore a porre dei parametrici tecnici nelle leggi regionali, i limiti sono stati scritti con numeri ad evitare che la legge fosse solo qualitativa; ci sono anche le sanzioni. In pratica il controllo sul territorio è svolto dagli astrofili e dalla polizia municipale, è poco, bisogna fare molto di più. Alcuni effetti eclatanti si sono registrati con sanzioni, smantellamento di impianti nuovi o loro spegnimento.

Il ruolo del progettista è importante e va bene com'è; la progettazione non deve essere monopolizzata, chi può progettare è fissato dalle leggi vigenti ed è iscritto agli ordini professionali.

Gli astrofili combattono giornalmente contro il dispendio energetico (non fanno come le Amministrazioni mondiali che una volta l'anno spengono le luci dei monumenti per un'ora!).  Le leggi regionali fissano in maniera rigorosa anche l'illuminazione delle facciate degli edifici e dei monumenti.

Le leggi regionali prescrivono valori e regole per l'illuminazione esterna ed ad oggi il mondo dell'illuminazione (produzione, progettazione, installazione) ha trovato le soluzioni per rispettare tali leggi.

Sono nati nuovi impianti schermati non inquinanti ad alta efficienza con la riduzione del flusso luminoso nel pieno rispetto dell'ambiente e delle Norme tecniche; non c'è bisogno assolutamente di nuove Norme tecniche in special modo di Norme tecniche per normare i progettisti!

I nuovi impianti, fra l'altro, hanno permesso di dosare lo spettro della luce (come risaputo la luce bianca è mortale per l'astronomia) ed il flusso luminoso; quest'ultimo è pari circa a zero se rivolto verso l'alto, circoscritto alla zona da illuminare e ridotto se riflesso grazie alla ottimizzazione della potenza delle lampade.

Le leggi regionali funzionano e bene, ciò è dimostrato dagli impianti conformi a tali leggi e come detto sopra sono conformi anche alle norme tecniche internazionali.

I calcoli sono una cosa seria ed i progettisti che firmano i progetti nel rispetto delle  leggi e Norme non hanno bisogno di ulteriori selezioni o Norme dirette al loro operato.

I nostri progettisti e quelli dell'Unione sono diplomati o laureati hanno superato l'esame di Stato e sono iscritti ai relativi Albi professionali. E' lo stato la Costituzione, la Scuola a dar loro la legalità al progetto e quindi non debbono sottostare ad Associazioni o Norme a loro dirette.

Le leggi regionali sono professionali, hanno la forza del popolo in quanto approvate e promulgate dai Consigli Regionali, insomma le leggi vengono prima di qualsiasi Norma.

Le leggi contrariamente a quanto qualcuno asserisce lasciano spazio al progettista, ad esempio sul flusso del retropalo, flusso destinato ad un'area da illuminare e flusso riflesso dal suolo. Idem per la scelta dell'apparecchio, del suo rendimento e della potenza della lampada.

Insomma i limiti tecnici imposti dalle leggi regionali sono legali e nessuna Norma tecnica o progettista può contravvenire a ciò pena le sanzioni previste. La violazione è reato amministrativo e delle volte come detto si può arrivare alla sospensione dei lavori o al rifacimento dell'intero impianto.

Un punto importante su cui si dibatte da tempo è quello dell'energia dispersa o sul vetro piano o curvo (a tal fine vedasi l'articolo di C. Rossi CONFUTAZIONE DI ALCUNE TESI ILLUMINOTECNICHE DI C. Rossi su http://digilander.libero.it/illuminazioneesterna/); chi difende i vecchi impianti o i nuovi non congruenti con le leggi regionali erra, infatti tali impianti sono inquinanti, abbaglianti e con scarsa efficienza luminosa. Sui LED bisogna specificare che la loto tecnologia è dedicata ad applicazioni aprticolari ed attualmente non possono sostituire integralmente gli apparecchi attuali con lampade al sodio alta pressione, soprattutto per 3 motivi:

il prezzo pari a 5 volte quello di un apparecchio standard

l'efficienza luminosa

l'emissione di luce bianca bianchissima che è mortale per l'astronomia.

Lettori, astrofili vigilate affinché il cielo stellato sopravviva.